"Mea culpa, mea culpa, mea máxima culpa..."
Era una sera di tanti anni fa; io da qualche tempo avevo iniziato un percorso di analisi presso uno psicoterapeuta. Da un po' alcune mie certezze erano crollate e finalmente avevo trovato l'onestà di dire a me stessa che no, non stava andando tutto bene. Ma mi sentivo persa. Come se avessi trovato la chiave per aprire una porta, senza sapere dove fosse l'interruttore per accendere la luce. Quando una relazione è basata su un gioco di ruolo, per quanto nascosto e sottile possa essere, basta interrompere il gioco per vedere se ci sono anche altre solide basi su cui essa poggia. Ma se la base è solo il gioco, una volta rotto la relazione non ha più senso di esistere. E pur consapevole, emotivamente ne ero impreparata, perciò ritenni opportuno farmi aiutare. Devo dire che tra me e quel terapeuta non si è mai instaurato forse il legame giusto per poter procedere con gli incontri. Non ci misi molto a capire che in qualche modo, dopo avermi dato qualche dritta, la sua intenzione ...